Per ospitare contenuti online è necessario acquistare uno spazio hosting, fin qui nulla di nuovo. L’host potrebbe essere visto quindi come l’equivalente di un enorme “magazzino”. Accumula informazioni nel proprio server per poi renderle disponibili, ai suoi utilizzatori, tramite un URL (www.nome-sito-esempio.it).

Quando si effettua il pagamento dello spazio web, per usufruire di questo servizio – per fare l’upload ad esempio del nostro sito web professionale – si sceglie anche il nome al dominio e il suffisso TLD – top level domain. Si, quella che volgarmente ho chiamato prima URL per i meno esperti.

Ma chi offre questi servizi?

Esistono molte società che offrono a pagamento o in modo gratuito uno spazio nei propri server per gli utenti che ne fanno richiesta. Quando i server che ci danno la possibilità di inserire le informazioni su internet sono dislocati, in modo strategico, in paesi al di fuori della comunità europea parliamo di Off-Shore

Perchè questa strategia?

Le normative in Europa sono chiare. Per le società, che erogano questi servizi, ci sono delle regole da rispettare; soprattutto quando si parla di cloud l’utente ha il diritto in ogni istante di sapere dove sono ospitati i propri dati e come sono trattati. Basta però spostarsi oltre oceano…L’offshore sta a significare che acquistiamo spazio da questi server – posti in varie parti del mondo – in cui la normativa per i diritti d’autore non viene rispettata del tutto o non ha la stessa valenza che viene attribuita all’interno della comunità europea.

Che differenze ci sono con gli hosting “tradizionali”?

Comprare un hosting offshore da la possibilità di caricare qualsiasi tipo di file! senza doversi preoccupare troppo. Vuoi un esempio? Immagino ricorderai Megavideo oppure i siti che offrono streaming di film appena usciti.
Quanto detto può risultare attraente ma davvero siamo disposti a lasciare i nostri dati oltre oceano senza alcuna sicurezza?
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