Chi non si è mai imbattuto nel termine SEO?

Dall’imprenditore che vuole occuparsi della propria presenza online all’utente che si interessa al web. Tutti ne han sentito parlare almeno una volta e, se non è cosi, perché non approfittare di questi brevi articoli per saperne di più? 
Quando si hanno degli interrogativi ormai l’impulso comune è accedere ad internet e digitare sul proprio browser nel motore di ricerca preferito – es. google o bing – la “parola chiave” da cercare.
search intent nella ricerca
Possiamo dire che quello che ci aspettiamo di trovare è stato pensato in modo da soddisfare quello che in gergo si chiama “intento di ricerca”. La SEO – search engine optimization – serve a tradurre le nostre ricerche, ottimizzandole, per gli “spider” al fine di soddisfare i nostri search intent al meglio.

Cos’è la SERP?

corso seo 2017: i bot

I contenuti dei siti web sono importanti e vengono scritti per esser letti al meglio dagli utenti. Accanto a tutto ciò, il compito di chi si occupa di seo, è quello di permettere al sito di emergere dalla marea di argomenti simili presenti su internet. Tutto qui? Beh no, questo vuol dire incrociare il contenuto dell’articolo, di un determinato sito, a quello che l’utente si aspetta di trovare con la sua ricerca; non è semplice ma vedremo come fare nel dettaglio più avanti.

Prima abbiamo visto il termine spider, non fa riferimento al fan club di spider man! Internet però possiamo vederla come una ragnatela quindi, se hai pensato a questo, ben fatto! Gli spider detti anche “crawler” o “bot” sono degli algoritmi che scansionano i siti col compito di produrre un indicevisibile in serp, nel tuo display – sotto forma di elenco dei risultati a ricerca terminata; ognuno di quei risultati avrà una URL, un titolo e una descrizione – detta snippet.

Più avanti vedremo l’anatomia di uno snippet ma, nel frattempo, spieghiamo l’immagine sopra.

  • Dove notiamo la scritta “position zero“:
    nella seo la position zero è molto ambita. Perchè? E’ il risultato che appare prima di tutto e che dovrebbe rispondere al tuo interrogativo di ricerca. In genere appare qui l’articolo che Big G vuole premiare – per attinenza di informazioni – estraendone automaticamente una parte dal sito.
  • Nello snippet invece potremo identificare – se c’è la scritta “Ann.” – gli annunci a pagamento [SEM – search engine marketing] oppure i risultati organici a cui ci si arriva col posizionamento SEO.

Non tutti i parametri presi in considerazione da google e gli altri motori sono noti, quindi a risultati fatti sapremo dove siamo posizionati, e nessuno può prevedere o prometterti il primo posto!

White hat e Black Hat

Quando senti parlare di white-hat seo ci si riferisce a best practice da applicare per far emergere il sito web; cosa che non avviene nel secondo caso: Il black-hat tende a trovare degli escamotage per posizionare il sito, più velocemente, nei primi posti della SERP; è rischiosa come tecnica perchè si può incorrere in penalizzazioni – che fanno sprofondare il sito in ultima pagina.

Anatomia dello Snippet

snippet ricerca

I risultati delle nostre ricerche vengono mostrati sul browser con 3 parti essenziali: Titolo, URL di destinazione ed una descrizione. Più avanti vedremo nel dettaglio come scrivere queste informazioni, al momento serve memorizzare bene le parti in rosso: meta title ovvero il titolo – che deve esser il più possibile accattivante per attrarre l’utente nel sito – e la meta description – che aiuterà a dare un’anteprima dell’argomento del post trovato. Su wordpress ed in altri CMS è possibile con dei plugin come Yoast, modificare meta title e description, che altrimenti vanno modificati a mano.

Il motore di ricerca, se semplifichiamo un po’ le cose, è un’enorme indice di quella che è una enciclopedia mondiale di siti. I bot infatti scansionano ogni contenuto saltando da un sito all’altro, tramite i collegamenti ipertestuali, e aggiornano di volta in volta questi indici.

Accedendo a google ci troviamo dentro un enorme aeroporto. Facciamo scali in diverse aree del web, collegate attraverso gli URL, per poi fermarci in una pagina che ci aggrada. Non trovi che questo meccanismo sia affascinante?
Detto questo i prossimi argomenti trattati saranno leggermente più pratici, e riguarderanno appunto:

  • l’intento di ricerca
  • follow o no follow… è questo il problema?
  • la scelta delle parole chiave per ottimizzare i siti ed i fattori che vengono presi in considerazione dai motori di ricerca – influenzandoli nel posizionamento
  • i tools più gettonati per wordpress – e non solo…

Se ti ho convinto con questa introduzione condividi e seguimi nei prossimi articoli ogni giovedì! 😉