Tutti quanti abbiamo avuto a che fare con un sito nuovo di zecca da posizionare online e perciò sappiamo bene quanto sia a volte difficile farlo emergere. Scontrarsi con colossi che sono in piedi da sempre è una grande fatica soprattutto per parole chiave che sono concorrenziali. Sandbox o non Sandbox è questo il problema!
Secondi alcuni esperti SEO la Sandbox di google non è affatto un fantasma ma è più reale di quanto si immagini. C’è di fatto però che Big G non ha mai dato notizie sulla sua esistenza, quindi le considerazioni che faremo non sono ufficializzate dal noto colosso digitale.

 

Cos’è la google sandbox?

Sandbox vuol dire “insabbiare” e quello che farebbe con i nuovi siti web Google è proprio questo. Un nuovo sito web non è ancora entrato a far parte del database di Google, non si sa molto sulla sua “attendibilità”, sulla periodicità dei suoi aggiornamenti, su che andamento o taglio andrà a seguire; ed è proprio qui che interverrebbe la sandbox. E’ come mettere in quarantena il sito, per un periodo più o meno breve, in attesa di capirci qualcosa. Davvero i crawler di google farebbero questo ad un sito web appena avviato?

 

Perché si pensa che esista una sandbox?

Rand Fishkin di Moz (noto tool utilizzato per la SEO), riteneva insieme ad altri che il suo sito fosse stato sottoposto, per molti mesi, alla google sandbox:

SEOmoz è finalmente privo di sandbox per la prima volta dal nostro passaggio a questo dominio 9 mesi fa

Sappiamo già che rispetto ad altri motori di ricerca google è molto più attento e selettivo nello scegliere i primi 10 post che appaiono in prima pagina. Se prendiamo ad esempio come punto di riferimento Bing, e monitoriamo alcuni siti web appena sfornati notiamo che i risultati rispetto Google sono diversi; non mostrano dunque alcuna penalizzazione. Questo è uno dei motivi che ha portato molti esperti SEO ad ipotizzare l’esistenza di un algoritmo sandbox di google.

Osservando i fattori che influenzano i google bot per un sito web appena avviato tra i più importanti dobbiamo elencare sicuramente questi 3:

    • Autorità del Dominio;
    • Mancanza di contenuti o di informazioni sulla periodicità con cui il sito li aggiorna;
    • Segnali da parte degli utenti.

 

Quanto durerebbe questo periodo di insabbiamento?

Abbiamo fin ora parlato di ipotesi dunque anche il periodo di sandbox, nel caso esistesse, si tratta di una ipotesi. Alcuni dicono qualche mese ma, a conti fatti, non è certo; potrebbero passare solo diverse settimane, mesi o addirittura anni prima di spuntarla. Ha senso questo algoritmo o questa serie di algoritmi? Sì, sai quanto google detesta notizie false, spam e siti di poco valore.
Per concludere ti lascio riflettere su una delle affermazioni di John Mueller – Webmaster Trends Analyst di Google:

Per quanto riguarda la sandbox, non abbiamo davvero questa sandbox tradizionale di cui un sacco di SEO erano soliti parlare negli anni passati. Abbiamo un certo numero di algoritmi che potrebbero sembrare simili, ma questi sono essenzialmente solo algoritmi che cercano di capire come il sito web si adatta al resto dei siti Web che cercano di classificare tali query.

Per ulteriori info e curiosità ti rimando al blog ufficiale di ahrefs che tratta in modo più approfondito l’argomento.